• Studio commercialista in Sesto San Giovanni img1
    Passione ed esperienza
    Studio Commercialista Valesini
    segue i clienti in maniera completa
    in ogni loro necessità.
  • Studio commercialista in Sesto San Giovanni img2
    Sicurezza e riservatezza
    Studio Commercialista Valesini
    Serietà e garanzia di una consulenza
    professionale.
  • Studio commercialista in Sesto San Giovanni img3
    Innovazione e studio
    Studio Commercialista Valesini
    Aggiornamento costante per competenza
    e infrastrutture.

Procedure concorsuali e convenienza alla rottamazione dei ruoli




Introduzione Con l’art. 6, del D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016, è stata prevista la cd. rottamazione dei ruoli, cioè la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni compresi tra il 2000 e il 2015, ed estesa all’anno 2016, a seguito della conversione.   Il comma 13, dell’articolo in esame prevede espressamente che “Alle somme occorrenti per aderire alla definizione di  cui  al comma 1, che sono oggetto di procedura concorsuale,  nonché in tutte le procedure di composizione negoziale della crisi d’impresa previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, si  applica  la disciplina dei crediti prededucibili  di  cui  agli  articoli  111  e 111-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267”, così che il costo della sanatoria diventa un credito ex art.111, comma 1, n.1, della Legge fallimentare. In pratica, normativamente, viene previsto che la sanatoria dei ruoli, nell’ambito delle procedure concorsuali, rende prededucibile il credito dell’erario, che va quindi pagato con il ricavato della liquidazione dell’attivo, prima del riparto tra gli ulteriori creditori, privilegiati o chirografari (si sovverte, quindi, l’ordine di soddisfazione dei creditori). La norma, quindi, apre la porta alla possibilità di accesso alla definizione per i soggetti in procedura concorsuale e considera, quindi, crediti prededucibili le somme da versare all’agente della riscossione, nel rispetto dell’ordine di distribuzione di cui all’art.111 l.f..     Legittimazione ad agire La possibilità di rottamare i ruoli anche all’interno delle procedura concorsuale o nell’ambito della procedura da sovraindebitamento (l.n.3 del 2012), necessita di una attenta valutazione sia, per quanto riguarda la legittimazione ad agire e i presupposti autorizzativi sia, per quanto riguarda le eventuali scelte di convenienza. Nell’ambito del procedimento di fallimento, soggetto legittimato all’adesione alla rottamazione è il curatore, il quale, ai sensi dell’art.35, previo parere favorevole del comitato dei creditori e previa autorizzazione del giudice delegato può aderire alla sanatoria dopo aver valutato l’opportunità e la convenienza. Nel richiedere l'autorizzazione del comitato dei creditori, il curatore formula le proprie conclusioni  sulla convenienza della proposta. Nel concordato fallimentare, pur mantenendosi confermata la legittimazione del curatore, è possibile  che l’interesse all’adesione sia dei proponenti e cioè  di uno o più creditori o soggetti terzi che si assumono il carico finanziario vedendosi azzerare in contropartita  il carico fiscale sia per quanto riguarda le sanzioni che gli interessi. Nel caso di concordato preventivo c.d. in bianco la legittimazione ad agire ricade  in capo al debitore previa richiesta di autorizzazione al Tribunale ex art.161, co.7, l.f.. Anche nell’ipotesi di omologa del concordato e conseguente nomina del commissario giudiziale ex art.163 l.f., legittimato ad agire è il debitore, previa autorizzazione per la transazione rivolta al Tribunale ex art.167 l.f. , e conseguente modifica  del piano concordatario.  E’ ipotizzabile anche una legittimazione in capo ad uno o più creditori che promuovano una proposta di concordato concorrente ex artt. 163 e 163 bis l.f.. Dopo l’omologazione, se il concordato è liquidatorio con cessione dei beni, il legittimato ad agire è senza dubbio il Commissario liquidatore previa autorizzazione del comitato dei creditori diversamente in caso di concordato in continuità, la legittimazione permane in capo al debitore. Convenienza e sostenibilità Il comma 13 dell’art. 6 del decreto 193/2016 stabilisce la prededucibilità, nell’ambito delle procedure fallimentari, delle somme destinate alla definizione agevolata. Si tratta di una vera e propria corsia preferenziale per i crediti vantati dal Fisco che sono oggetto di sanatoria e che quindi vengono esclusi dal concorso con gli altri creditori già inseriti nello stato passivo. In ambito fallimentare il curatore potrebbe avere un interesse relativo alla definizione agevolata; la convenienza potrebbe essere solo nel caso in cui dalle somme ricavabili dalla massa mobiliare ed immobiliare vi siano concrete possibilità di soddisfare i creditori erariali, diversamente non avrebbe senso aderire alla procedura agevolativa. Nei concordati, la convenienza ad un eventuale rottamazione potrebbe essere ancora più vantaggiosa qualora dalle riduzione delle somme da attribuire a Equitalia ne beneficiano gli altri creditori e il proponente in quanto, si andranno a modificare le percentuali di soddisfazione, come ad esempio,  quelle a favore dei chirografari, titolari, come è noto, del diritto di voto. In particolar modo nel concordato c.d. liquidatorio, dove il legislatore ha previsto una percentuale minima di soddisfazione dei crediti del 20%, gli ingenti debiti di natura tributaria e  previdenziale spesso costringono l’imprenditore a non presentare nessun piano per la soluzione della crisi d’impresa.  Ipotizzare un eventuale accesso alla rottamazione dei ruoli in ambito concordatario potrebbe portare ad un risparmio fiscale del 25/30 per cento, tale da rendere più appetibile la procedura concordataria e consentire di conseguenza una maggiore soddisfazione dei creditori chirografari. Gli emendamenti al “decreto sviluppo” hanno infine  chiarito che la prededucibilità è applicabile a tutte le procedure concorsuali e quindi anche agli accordi di ristrutturazione previsti dall’art.182 bis e anche nell’ambito della crisi da sovraindebitamento di cui alla legge n.3/2012. Calcoli di convenienza E’ compito di Equitalia quantificare importi e rate, anche se la scelta della definizione da parte del contribuente necessita di un calcolo preventivo. Per far ciò è necessario tenere presente le tempistiche di scadenza dei versamenti, di iscrizione a ruolo e il termine finale del 31 dicembre 2016 ai fini del calcolo degli interessi di ritardata iscrizione a ruolo e di mora. A tal proposito, si ricorda che la definizione agevolata prevede il mantenimento degli interessi maturati dalla data della scadenza originaria dell’imposta a quella di iscrizione a ruolo e l’azzeramento degli interessi di mora che decorrono dalla notifica della cartella. La rottamazione a questo punto sarà tanto più conveniente quanto più lontana nel tempo è la cartella di pagamento. Per quanto riguarda l’aggio del concessionario esso dovrà essere ricalcolato, sempre nella misura del 9%, sul nuovo e minor debito rottamato. Le eventuali spese di notifica e le spese sostenute per esecuzioni poste in essere dal concessionario non possono essere azzerate.   Nicla Corvacchiola - Dottore Commercialista - Revisore legale Se vuoi leggere altri articoli della Rubrica Fisco&Società CLICCA QUI SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK CLICCA QUI

Comunicazioni d'ufficio

Chiusura estiva

Chiusura per ferie 2017 - 7/8 - 03/09