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Ristrutturazioni, moratoria e nuovo accordo per agevolare il superamento della crisi




Le ultime novità in tema di accordi e convenzioni conclusi tra il debitore e le banche nella procedura di ristrutturazione. Con l’introduzione, da parte del legislatore, della convenzione di moratoria che disciplina in via provvisoria gli effetti della crisi, e di un nuovo accordo di ristrutturazione che integra quello previsto dall’art. 182 bis della legge fallimentare con l’obiettivo di evitare che gli intermediari meno coinvolti possano incidere sulla portata dell’accordo complessivo. Su questa tematica si concentra il nuovo lavoro messo a punto dalla Commissione crisi di impresa del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, dal titolo “Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari e convenzione di moratoria”. L’art. 182-septies l. fall. contiene la disciplina degli accordi e delle convenzioni conclusi tra il debitore e le banche o intermediari finanziari. Più precisamente, tale disposizione prevede che gli effetti di accordi funzionali al superamento della crisi d’impresa, se approvati da una maggioranza qualificata di banche e di intermediari finanziari, si estendano e siano obbligatori anche per le banche e gli intermediari non aderenti. Sia la convenzione di moratoria, sia il nuovo accordo di ristrutturazione rispondono alla necessità di evitare che gli intermediari meno coinvolti possano incidere sulla portata dell’accordo complessivo pretendendo concessioni che creino una non gradita e talvolta inaccettabile disomogeneità di trattamento tra i creditori finanziari che versano in situazioni omogenee. Nella quotidianità, infatti, sottolineano gli autori, ci si deve confrontare, oltre che con la riottosità di talune banche, anche con lo scarso interesse di altre, perché meno esposte o meno strutturate. Quanto all’accordo di ristrutturazione, l’applicabilità della disciplina dell’art. 182-septies della legge fallimentare richiede che l’impresa abbia debiti verso banche e intermediari finanziari in misura pari o superiore alla metà dell’indebitamento complessivo. L’indebitamento rilevante ai fini della norma, inoltre, corrisponde ai debiti nei confronti di banche e intermediari finanziari sottoposti alla disciplina degli artt. 106 e 107 TUB. L’accesso alla disciplina dell’art. 182-septies l.fall., specifica il documento Cndcec, richiede pertanto la preliminare verifica del rapporto tra l’indebitamento verso banche e intermediari finanziari (al numeratore) e l’indebitamento complessivo aziendale (al denominatore). Ai fini della verifica della prevalenza dell’indebitamento bancario è necessario tenere conto, al numeratore e al denominatore del rapporto, sia dei debiti già scaduti sia dei debiti non ancora scaduti. Inoltre, i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere stati informati dell’avvio delle trattative ed essere stati messi in condizione di parteciparvi. Ai fini della necessità di dimostrare che la comunicazione sia stata inviata, essa può avvenire: via Pec, via email o mediante annotazione sull’eventuale verbale della riunione con gli istituti bancari purché esso sia sottoscritto dalle banche coinvolte ovvero sia stato trasmesso alle banche coinvolte attraverso un mezzo che garantisca la prova dell’avvenuta trasmissione. Il documento si focalizza poi sulla convenienza dell’accordo, sulla formazione delle categorie di creditori, sull’obbligatorietà dell’accordo per i creditori non aderenti e sull’attività specifica del professionista attestatore. Per quanto riguarda invece la convenzione di moratoria, la sola finalità è quella di stabilizzare per un determinato periodo i rapporti con i creditori finanziari dell’impresa, e pertanto ha una efficacia limitata nel tempo. La convenzione può essere utilizzata come singolo e temporaneo strumento di risanamento, ovvero essere funzionale e prodromica a: un piano attestato di risanamento, regolato dall’art. 67, terzo comma, lett. d), l.fall.; un accordo di ristrutturazione dei debiti, disciplinato dall’art. 182-bis l.fall.; un accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari, disciplinato dall’art. 182-septies l.fall.; un concordato preventivo con continuità aziendale, diretta o indiretta; un concordato preventivo liquidatorio. Il documento, in particolare, analizza i presupposti e le caratteristiche della moratoria, l’estensione forzosa dei suoi effetti, l’obbligatorietà per i creditori non aderenti, la convenienza della moratoria e il ruolo del professionista attestatore. Il documento “Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari e convenzione di moratoria” è disponibile al seguente LINK Gabriele Ventura @gabrivent

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