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Approvato il dl 193/2016: spesometro e/o fattura elettronica?




Dopo le rimostranze delle varie associazioni di categoria e da parte del Consiglio Nazionale Dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili il legislatore corre ai ripari. Sarà vero? In data 24 novembre 2016 il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione con emendamenti, già approvati dalla Camera, di modifica al Decreto Legge 193/2016 (c.d. spesometro trimestrale) molti dei quali previsti a seguito delle varie dimostrazioni di disapprovazione da parte di tutte le sigle sindacali di categoria nonché del CNDCEC anche se, per il momento, non sono riuscite a modificarne la periodicità di invio, tranne che per la primissima fase di avvio. Nel dettaglio le modifiche più rilevanti all’art. 4 del decreto sono i seguenti: SPESOMETRO Innanzitutto è stato confermato da un lato un esonero dallo spesometro per tutti quei soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA e dall’altro la previsione che la data di scadenza del primo invio (in modalità semestrale!) è prevista per il giorno 25 luglio 2017 (anticipando di fatto le contabilizzazioni del 2° trimestre 2017 di almeno una ventina di giorni)  mentre l’invio telematico riferito al secondo trimestre scadrà, a regime, il 16 settembre (periodi non affatto privi di adempimenti per gli studi professionali). CREDITO D’IMPOSTA Viene risolto il dubbio sull’applicabilità del credito di imposta di euro 100,00 anche per coloro che effettueranno l’opzione di invio dei dati ex art. 1 c.3 del D.LGS 127/2015. SANZIONI Sono state approvate importanti modifiche con riguardo agli importi previsti per le sanzioni in caso di omessa o errata comunicazione dei dati di ogni singola fattura; in particolare le sanzioni sono passate per la misura minima da euro 25,00 a euro 2,00 con un massimo di euro 1.000,00 a trimestre. Confermato il divieto del cumulo giuridico ex art. 12 D.Lgs 472/97. Le sanzioni per incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA passano per la misura minima da euro 5.000 a euro 500,00 e per la massima da euro 50.000,00 a euro 2.000,00. Per entrambe le tipologie di sanzioni, le stesse sono ridotte del 50% nel caso in cui il soggetto passivo effettui l’invio o la correzione dei dati entro i successivi 15 giorni dalla scadenza. TERMINI DI DECADENZA DA ACCERTAMENTO L’agevolazione di riduzione dei termini di accertamento ai fini IVA e redditi - condizionato dalla garanzia della tracciabilità dei pagamenti effettuati e ricevuti -  passa da uno a due anni. EMISSIONE FATTURE TAX FREE SHOPPING E’ previsto un nuovo art. 4 bis che prevede l’obbligo di emissione di fatture elettroniche a partire dal 1 gennaio 2018 per tutti quegli esercenti che effettuano cessioni di beni ex art. 38-quater del DPR 633/72 (superiori a € 154,94) verso quei soggetti domiciliati e residenti fuori della Comunità Europea.   Da una prima analisi delle principali modifiche ci si rende conto che, in perfetta antitesi rispetto a quanto scrisse Manzoni in tempi non sospetti “questo matrimonio s’ha da fare” addolcito, forse, da minori sanzioni e tempi di avvio leggermente dilazionati. In un mondo improntato sempre più al digitale (chi non si è inconsciamente ritrovato in tasca o nella borsa un vero e proprio computer ultra portatile?), la scommessa è forse proprio quella di ripensare da subito le procedure amministrative interne agli studi, oggi improntati ad una movimentazione prettamente manuale e cartacea dove il data entry impegna più del 50% del tempo a disposizione dei collaboratori[1]. Tempo indubbiamente recuperato con l’ausilio di processi di fatturazione elettronica che permettono la registrazione automatica di tutte le fatture sia emesse che ricevute in formato xml, annullando di fatto l’imputazione manuale dei dati, garantendo al 100% la correttezza e la sicurezza delle informazioni, passando direttamente alla fase di spunta, la prima volta, della sola correttezza della contropartita contabile e della % di detraibilità dell’IVA. Come fare? Convincerci e convincere il cliente dei benefici non solo fiscali (ex DLgs 127/2015) ma soprattutto organizzativi e di efficienza indotti. Non v’è dubbio, il legislatore potrebbe sicuramente aiutarci in questa impresa. Per esempio, chi decidesse di passare alla fatturazione elettronica potrebbe beneficiare della eliminazione dei nuovi indici di compliance, dell’accertamento induttivo ex art.39 DPR 600/73, della dichiarazione annuale IVA, delle Certificazioni Uniche (i dati sono già reperibili all’interno del file xml). Noi commercialisti siamo chiamati tutti i giorni a “bilanciare” le esigenze sia dei clienti che dell’Agenzia delle Entrate. La fatturazione elettronica non è sicuramente la panacea di tutti i problemi ma sicuramente può permetterci di lavorare meglio e con più serenità; il 2017 non sarà un avvio facile e non possiamo pretendere che l’iniziativa arrivi dai nostri clienti. Da qualche parte, però, occorre cominciare. [1] si vedano i risultati delle ricerche degli Osservatori “Professionisti & Innovazione Digitale” e “Fatturazione elettronica e dematerializzazione” del Politecnico di Milano www.osservatori.net Robert Braga - Dottore Commercialista in Novara – www.swing.it - Presidente Associazione PROdigitale.org Se vuoi leggere altri articoli della Rubrica Fisco&Società CLICCA QUI SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK CLICCA QUI

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